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Renzi Contro le Slot Machine nei Locali Pubblici

slot locali pubbliciIl Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il 5 settembre ha annunciato di voler combattere il gioco d’azzardo e di voler preparare delle forti misure per arrivare a togliere le slot machine dalle tabaccherie e tutti gli altri esercizi commerciali pubblici.
 
Secondo il Presidente del Consiglio, lavorare sulla prevenzione è un modo di immettere in campo una cultura opposta a quella dell’azzardo ed educare le persone a giocare meno.
 
Ma sarà così facile fare quanto detto da Matteo Renzi? Si pensi che in nessun documento ufficiale che ha permesso di autorizzare oltre 470mila slot machine esiste il termine gioco d’azzardo e, forse, per questo non sarà così facile intervenire.
 
Si parla di apparecchi da intrattenimento, videogiochi a gettone, video lotterie ed altro, ma mai di gioco d’azzardo.
 
Quando si rimosse il divieto al gioco d’azzardo si andò a riscrivere parte dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza in cui si è codificato che il premio delle macchine automatiche a soldi non dipende dal caso e da ciò che connota l’azzardo, perché il giocatore può utilizzare delle strategie personali e la propria bravura per raggiungere un risultato soddisfacente.
 
In sostanza, in Italia, quello che altrove è conosciuto come gioco d’azzardo è indicato come  un intrattenimento in cui è possibile utilizzare delle abilità.

Ma perché questa scelta? Forse perché il lemma Gioco d’Azzardo ricorre nel diritto penale e non lo si può autorizzare? La soglia invalicabile, infatti, decade solo quando il gioco con denaro ai fini di lucro preveda che l’esito sia determinato con abilità ed ecco il perché le slot machine sono state denominate come detto sopra.

In pratica lo Stato Italiano ha aggirato la sua stessa legge per permettere la diffusione delle slot machine che in denaro danno oltre 88 miliari di euro, ma che portano oltre 70 milioni di giornate inattive da parte degli italiani.

 
Diciamo che se il governo Renzi vorrà passare dalle parole ai fatti dovrà effettuare un ripristino alla legalità e fare una sorta di ritorno al trattamento della questione dell’azzardo che si era vista già a fine dell’800 fino all’ultimo decennio del ‘900.
 
Dalla fine del 1887 alla fine del ‘900 fu fondato un monopolio pubblico sul mercato non concorrenziale dei giochi che doveva regolare e contenere i comportamenti d’azzardo, poi dal 1996 al 2002, anche per conseguire i parametri di Maastricht e per garantire un flusso di denaro all’erario, si è arrivati a decidere nuove modalità grazie all’impiego di tecnologie elettroniche.

Poi, dal 2003 ad oggi lo Stato ha creato una vera e propria economia dei giochi statalista, anche aggirando le sue stesse leggi.